Dental Experience

LA GARANZIA IN ODONTOIATRIA E’ GARANTITA?

Garanzia in odontoiatria - Toronto rottaAl giorno d’oggi qualunque spesa si debba affrontare per pagare un oggetto viene bilanciata da una garanzia. Quando ad essere pagata è una prestazione sanitaria vale lo stesso discorso?

 

“La medicina non è una scienza esatta”, si sente dire spesso. E in campo sanitario ci sono dei processi diagnostici e operativi che si differenziano per tanti versi dal mero acquisto di un oggetto. Ma è anche vero che le spese sanitarie mettono a dura prova le tasche dei pazienti, che non possono essere privati di una forma di garanzia sulle terapie a cui si sono sottoposti, per cui l’argomento credo meriti un approfondimento.

Proprio oggi avevo in agenda 30 minuti per incontrare il legale di una mia paziente che sta portando avanti una battaglia legale per chiedere i danni e un risarcimento nei confronti del precedente dentista.

Le era stata spacciata e fatta pagare come preziosa riabilitazione in ceramica una colata di resinaccia poggiata su denti dei quali non credo ce ne fosse uno privo di infezioni.

Questo mi ha fatto riflettere su che forme di garanzia siano poste a tutela del paziente di fronte alle imperizie di alcuni dentisti.

Il codice deontologico dei medici e degli odontoiatri sancisce che

“il medico, nel perseguire il decoro dell’esercizio professionale e il principio dell’intesa preventiva, commisura l’onorario alla difficoltà e alla complessità dell’opera professionale, alle competenze richieste e ai mezzi impiegati, tutelando la qualità e la sicurezza della prestazione.

Il medico comunica preventivamente alla persona assistita l’onorario, che non può essere subordinato ai risultati della prestazione professionale.

In armonia con le previsioni normative, il medico libero professionista provvede a idonea copertura assicurativa per responsabilità civile verso terzi connessa alla propria attività professionale.”

Il nostro codice, quindi, anche se impone al medico di avere una copertura assicurativa, non indica se il medico deve dare al paziente una garanzia.

Devi infatti essere informato sulle terapie alle quali verrai sottoposto e sulle percentuali di successo che ti devi aspettare, il medico deve chiederti una parcella proporzionata alla complessità della prestazione svolta, ma avrai ben diritto da una forma di garanzia, no?

Vedo spesso in visita persone che hanno affrontato spese che equivalgono ad un anno (O PIU’ !!!!!) del proprio stipendio che si trovano a dover rifare tutto il lavoro a breve distanza di tempo. Credo sia giusto che quando un paziente affida le cure della propria bocca a un professionista che prepara un piano di cura basato su conoscenze scientifiche e sulla consapevolezza delle percentuali di successo delle terapie che propone, questo offra anche una garanzia.

Se un dentista non è in grado di assicurare una durata minima per la cura che propone a fronte di un onorario piuttosto salato, non credo possa ottenere la fiducia del paziente.

Se poi non ha la forza economica di rifare gratuitamente una terapia fallita o non sa amministrare l’economia dello studio o lavora molto poco…

Garanzia dal dentista - Stappare la birra coi dentiCerto, la bocca è un ambiente sottoposto a moltissimi fattori che possono mettere a dura prova anche la riabilitazione migliore. La masticazione, i traumi dentali, addentare il torrone o incappare nel nocciolo di un’oliva, il bruxismo (il digrignamento notturno dei denti), le abitudini viziate (mangiarsi le unghie, masticare penne, stappare bottiglie o strappare lo scotch coi denti) e chi più ne ha più ne metta.

A conti fatti, un qualunque restauro in bocca può essere paragonato a un’automobile: anche quella più tecnologica del brand più esclusivo può rompersi per un difetto tecnico, per fatalità, per usura o per un utilizzo scorretto. Ma qualunque ditta che si rispetti garantisce i propri prodotti per un numero minimo di anni o di chilometri.

Per come la vedo io, anche le riabilitazioni del dentista devono essere garantite per un tempo minimo. E se falliscono vanno rifatte senza che il paziente ne abbia un danno.

Nel mio studio se una cura fallisce o deve essere rifatta prima di una tempistica ragionevole, la rifacciamo senza far pagare nulla, o scaliamo il costo della prima terapia effettuata da quello della nuova cura da effettuare, se questa è più costosa.

Alcune terapie, come quelle chirurgiche, sono ancora più delicate, perché un eventuale fallimento richiede un nuovo intervento chirurgico che per il paziente può essere psicologicamente pesante riaffrontare. A maggior ragione il dentista deve monitorare la propria terapia nel tempo per prevenire l’insorgenza di problemi o intercettare tempestivamente le prime avvisaglie di un possibile fallimento.

Per questo è importante che tu ti sottoponga periodicamente a sedute di igiene e di controllo, seguendo i consigli del dentista e dell’igienista. Se questo non avviene è giusto che qualunque forma di garanzia decada. Seguendo il paragone con un’automobile, nessuna casa produttrice garantisce il proprio prodotto se non si effettua regolarmente il tagliando..

Quindi possiamo dire che, anche se il codice deontologico è (come tutte le leggi e i regolamenti) alquanto fumoso, è ragionevole che tu rabbia una garanzia sui lavori del dentista e in cambio ti devi impegnare a fare periodicamente “il tagliando”, eseguendo sedute di igiene e radiografie di controllo.

Esiste però un nemico giurato per la garanzia ed un grande amico del dentista imperito e negligente e si chiama EVASIONE FISCALE! Il dentista che si fa pagare in nero in cambio di uno sconto che sembra vantaggioso, ma che di solito è tutto a proprio vantaggio, non può garantire le proprie prestazioni perché, se segue il “codice deontologico” del perfetto evasore, deve far sparire le cartelle del paziente non fatturato, non disponendo quindi nel tempo del diario clinico che gli ricordi non solo le caratteristiche delle terapie effettuate e gli eventuali problemi riscontrati nell’effettuarle, ma anche quali terapie abbia eseguito.

E’ infatti frequente nella mia esperienza che il paziente, per quanto informato, a distanza di sei mesi-un anno non si ricordi più quali denti siano stati curati! Per evitare di intervenire sempre sugli stessi denti e far ripagare più volte lo stesso lavoro serve una documentazione rigorosa che riporti date di esecuzione delle terapie e denti interessati.

Quando tutti i dati clinici spariscono per cercare di turlupinare lo Stato, la garanzia viene meno. E quando il paziente, imbestialito dal fallimento di un lavoro costoso, cambia dentista e si ritrova a dover spendere di nuovo a distanza di poco tempo 10000-20000-30000 euro, non ha in mano nulla per avanzare richieste di risarcimento a livello legale e può solo dire “cosa posso farci? Avevo pagato in nero, mica posso fargli causa?” Ed ecco che il dentista furbetto (ed incapace) si è abilmente auto-protetto grazie al nero!

Garanzia in odontoiatria - Garanzia Clinica Odontoiatrica Salzano-TironeSe stai leggendo questo blog vuol dire che stai diventando un PAZIENTE CONSAPEVOLE e voglio darti un consiglio: affida le cure della tua bocca a un professionista che, oltre ad ispirarti fiducia, ti informa sulle terapie che effettuerà, compila un preventivo chiaro prima di iniziare le cure, specifica (E SCRIVE!!) che forma di garanzia ti offre sulle terapie e che emette regolare fattura!

 

Stefano


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11 pensieri su “LA GARANZIA IN ODONTOIATRIA E’ GARANTITA?

  1. Andrea Grassi

    Ciao Federico e Stefano, vi faccio i soliti complimenti (e non commento la polemica) sono mesi che desidero dare una garanzia scritta ai miei pazienti, ma tra il commercialista e l’avvocato consulente non riesco ad arrivare ad una conclusione.
    Per caso ho trovato questo post ed ho scoperto che ovviamente voi ci siete già arrivati…
    Sono sicuro che ci avete ragionato ed avete fatto le cose per bene; posso approfittare della vostra esperienza? Mi date tutte le indicazioni utili per allinearmi alla vostra garanzia ?
    Chiedo troppo ?
    Un abbraccio sincero in attesa di conoscervi di persona
    Andrea Grassi

    1. Anonimo

      Ciao, Andrea, in realtà la parte del consenso relativa ai termini di garanzia l’abbiamo decisa noi. Non serve chiedere nulla ad avvocato e commercialista perché non siamo tenuti a darla. Decidi in autonomia quanto puoi garantire i tuoi lavori in base ai tuoi parametri e lo metti per scritto!
      Stefano

  2. mrodonto Autore dell'articolo

    Ciao Luca,
    innanzitutto credo che la gente non sia stupida come la si vuole spesso dipingere e non si fa ingannare così facilmente dalle pubblicità.
    A me non dà alcun fastidio vedere pubblicità spudoratamente commerciali tipo “denti fissi a 3900 euro in 24 ore!”. Se fossi un paziente giudicherei brutto quel tipo di messaggio e non vorrei approfondire oltre, ma il mondo è bello perchè è vario e magari quel messaggio è di interesse per qualcuno. Ho pazienti ai quali non interessa altro che il costo delle prestazioni e che nel corso della visita non mi lasciano nemmeno spiegare quali siano i problemi e mi fermano chiedendo “sì, ma quanto mi costa?”. Questi pazienti, magari, saranno invogliate a verificare a proprio rischio e pericolo la veridicità di quel messaggio. Ma non è affatto scontato che lo studio che decide di promuoversi con quel tipo di messaggio, che io personalmente trovo sgradevole, sia di scarsa qualità. Certo il messaggio può essere ingannevole perchè non tutti possono essere sottoposti a un intervento di quel genere! Ma probabilmente il professionista che punta su quel messaggio spiegherà poi ai pazienti se quella offerta si adatta alla propria situazione e quando verrà fuori che magari è necessario fare un innesto di osso e che i denti non si metteranno in 24 ore sarà il paziente stesso a trarre le sue conclusioni sull’ingannevolezza del messaggio promozionale.
    L’importante, credo, è che “i cacciatori di preventivi”, specie di paziente molto diffusa, non vengano irradiati in ogni studio in cui si recano e non subiscano interventi senza aver prima emesso un preventivo e un consenso informato. Se qualche collega non si comporta così la cosa è grave, ma non si può essere sempre mal pensanti e voler vedere il marcio e l’inganno in tutto quello che non rientra nel nostro modo di operare.
    La maggior parte delle persone sa valutare il decoro e la veridicità delle varie forme di pubblicità e da noi, visto che la visita è gratuita, dopo essersi fatta “turlupinare” dai nostri messaggi ingannevoli è liberissima di non prendere nemmeno il preventivo e andarsene con l’unico “danno” di avere avuto una diagnosi, spero, autorevole, senza aver sborsato alcunchè. Il giudizio di ingannevolezza, quindi, credo lo debbano sancire i pazienti e non i colleghi che suppongono raggiri a priori, avanzando illazioni infondate, basate solo sui propri pregiudizi verso le grandi strutture operanti nel settore dentale.
    Quello su cui i pazienti dovrebbero potersi fidare ciecamente è la capacità di diagnosi del professionista al quale si affidano e la tutela dovrebbe essere rivolta a parer mio alla verifica delle capacità diagnostiche e operative dei professionisti in campo sanitario, cosa che non esiste! Una volta preso il pezzo di carta, fosse anche a suon di 18, si è liberi di esercitare a vita senza altro controllo dell’aver raggiunto gli ECM per figurare tra i professionisti preparati, cosa per cui ormai basta dedicare un’oretta o due a mettere crocette su corsi FAD.
    Il nostro è un lavoro basato su conoscenze teoriche, manualità e utilizzo delle nuove tecnologie e a parer mio le uniche tutele che mancano ai pazienti sono quelle relative alla cosa più importante, vale a dire le effettive conoscenze e capacità del medico! Con questo non voglio dire che io sono bravo e gli altri no! I dentisti italiani sono molto quotati a livello mondiale e sono io il primo a dirlo. Ma continuiamo ad accentrare le tutele sulle pubblicità ingannevoli anzichè sulla qualità delle diagnosi e delle terapie svolte! Ci si preoccupa a parer mio troppo del decoro e dell’ingannevolezza dei messaggi di promozione, ma queste osservazioni vengono sempre e soltanto da colleghi che non condividono l’utilizzo della pubblicità in genere, categoria, sempre a mio modesto parere, che scomparirà presto perchè non sarà in grado di rimanere sul mercato.
    La pubblicità non dà affatto fastidio agli utenti non addetti ai lavori, anzi, con la diffusione di internet la gente ha necessità e sete di informazioni e il professionista che continua a ritenere che lavorare bene (secondo lui) e avere un buon passaparola sia sufficiente a tirare avanti con decoro credo che molto presto si troverà costretto a cambiare le proprie visioni.
    I messaggi che noi lanciamo sono chiaramente e palesemente mirati a promuovere la nostra struttura. Non ci va un intuito clamoroso a capirlo! Mettiamo il nostro logo ovunque! E poi secondo te dopo 60 ore di lavoro settimanale io mi metto a scrivere un blog che mi sono creato io dalla A alla Z senza alcuna finalità di autopromozione?! Andiamo su! La gente non è stupida e quello lo capisce fin dall’intestazione del blog, non serve che ci smascheri con abili capacità intuitive che le altre persone sprovvedute probabilmente non hanno!
    Ma i messaggi che trasmettiamo non sono MAI INGANNEVOLI, venga chi vuole a verificare, abbiamo le spalle larghe in questo, rientrando la nostra struttura tra quelle annoverate nel progetto slow dentist (www.slowdentist.it)
    Quello che scriviamo lo facciamo e le cose che descriviamo sono la quotidianità del nostro lavoro. Non sopportiamo la casta che si autodifende senza lavorare per migliorare il servizio che viene offerto ai pazienti. Sicuramente il dentista che non si promuove, quando sente parlare di mercato, garanzie, srl e quant’altro si sente svilito in qualità di altissimo esponente della nobile professione medica, fatta di etica e di decoro! E poi che fa? Evade il fisco e gira in Porsche! L’evasione è il nostro cavallo di battaglia perchè si fa un gran battagliare sul decoro della professione guardando i messaggi pubblicitari. Beh, io trovo schifoso e svilente, nonchè indecoroso e lesivo della figura del medico, che si continui a fare i moralisti sulle pubblicità e sulle cliniche dentali e poi si continui a lavorare senza fattura.
    E il paziente che legge sa capire se in questo ho ragione io o meno e saprà valutare da solo da che parte stia la mancanza di decoro. Siamo una categoria identificata per antonomasia tra quelle che si agevola di più del lavorare senza fattura. Se vogliamo nasconderci dietro un dito facciamolo pure, ma io non reputo di dare informazioni ingannevoli, ma solo informazioni che fanno imbestialire i colleghi, questo lo sappiamo molto bene e ne paghiamo già le conseguenze!
    Io perdo pazienti che vanno a farsi curare da altri dentisti perchè viene fatto lo sconto “facendo senza fattura”. E’ questa la concorrenza sleale che andrebbe perseguita, non l’opera di chi dedica ore extralavorative per diffondere informazione e, perchè no, per promuovere la propria attività con creatività e impegno!
    Questo è il mio personalissimo punto di vista, non pretendo che debba piacere a tutti.
    Alla prossima!

    1. Luca

      Ti ringrazio per la tua sagace risposta, che mi trova d’accordo su molteplici (ma non tutti) aspetti..
      Condivido pienamente che sia di fondamentale importanza la professionalità dell’odontoiatra, al di là degli ECM (che nessuno ha ancora capito a cosa servano..) e dei titoli conseguiti.
      Diagnosi corretta e piano di cura responsabile, certo, irrinunciabili..
      Ma tutto questo può essere riscontrato anche nei professionisti che non si avvalgono delle strategie di marketing e comunicazione…
      Invece, etica e decoro sono ancora aspetti fondamentali di questa professione, che possa o no piacerti, e mi sento di poter dire che coloro che affidano il proprio successo COMMERCIALE (bada, NON PROFESSIONALE) a biechi messaggi pubblicitari degni di un venditore di pentole (escludo da ciò il vostro centro) non ne conoscono il significato.
      Secondo me un corretto messaggio pubblicitario dovrebbe illustrare le capacità professionali, lo strumentario, la diagnostica offerta, video/foto di casi realmente eseguiti, promuovere incontri formativi, non gettare discredito su chi non condivide le nostre scelte cliniche/amministrative e men che meno promettere terapie senza avere la certezza che siano praticabili (cito ad esempio un tale, calvo, che torreggia su diversi cartelloni pubblicitari, capace di PROMETTERE in preventivo un ALL-ON-4 ad un paziente senza un esame tomografico..) al solo scopo di spingere il malcapitato a sottoscrivere il finanziamento necessario, salvo poi rimangiarsi tutto in corso d’opera, con buona pace delle rate da onorare!!
      Se poi vogliamo parlare di concorrenza sleale, spendiamo anche 2 righe sugli abusivi, grazie, che sono ancora una percentuale elevatissima sul mercato!!
      Lieto di condividere comunque gli aspetti fondamentali alla base della Professione, rinnovo i miei migliori auguri alla vostra struttura.
      Buon proseguimento

  3. Rossella

    Buonasera,
    Mi chiamo Rossella e presso la clinica Odontoiatrica Salzano Tirone mi occupo di presentare i piani di cura ai pazienti e discuto con loro gli aspetti economici. Il loro interesse riguarda il tipo di cura che verrà effettuata, le modalità, le tempistiche, i materiali utilizzati. Confermo ciò che ha scritto il Dott Tirone: quasi nessuno chiede informazioni inerenti alla garanzia sui lavori che svolgeranno. Sono sempre io che sottolineo questo aspetto importante, mostrando loro la garanzia che avranno in base alle cure che effettueranno.

    Rossella

  4. Federico Tirone

    Caro Luca, mi permetto di rispondere, penso che Stefano lo farà appena avrà letto il tuo commento.
    La questione non è giuridica secondo me. Mai nessun paziente italiano citerà in giudizio un medico per cifre quali sono quelle corrisposte per la “corona in ceramica” della quale parli. La stragrande maggioranza di loro non lo farebbe neanche per cifre ben superiori e ne conosciamo tutti i motivi.
    E’ quindi di scarso interesse, sempre secondo me, cavillare su quale sarebbe il giudizio in caso di contenzioso. Qui stiamo parlando di persone che hanno uno stipendio e che investono denaro per riabilitare la propria dentatura. Poi vedono la loro riabilitazione fallire e sfumare il loro denaro.
    Poiché questo può essere un dramma economico per la persona che sicuramente non avrà poi la voglia di imbarcarsi in un infinito e costoso labirinto legale, noi abbiamo fatto (come moltissimi altri colleghi) una scelta chiara: non ci frega una sega se “il fallimento” derivi da un errore o difetto tecnico o da un comportamento inappropriato del paziente. IL LAVORO VIENE RIFATTO GRATUITAMENTE. E questa è una scelta umana, non commerciale perché ti assicuro che dei 200 pazienti che visitiamo ogni mese da molti anni nessuno ci chiede mai informazioni riguardo la garanzia, non è un interesse del paziente che deve scegliere uno studio al quale affidarsi. Non è una leva commerciale efficace.
    Non abbiamo quindi alcun interesse a far valere legalmente le nostre ragioni, abbiamo interesse ad essere ottimi professionisti e le poche volte che qualcosa non funziona la cosa fa incazzare noi per primi e siamo per questo ansiosi di rimettere tutto a posto con buona grazia delle tasche del paziente.
    Due appunti:

    1) non so con chi sto parlando perché Luca in Italia ce ne sono sicuramente centinaia di migliaia. Ti prego quindi in futuro di firmare i tuoi commenti per esteso. Sai, quando ci si inizia a minacciare di segnalazioni, citazioni e quant’altro……meglio sapere con chi si ha a che fare.

    2) “in futuro” potrò sicuramente “valutare” un’azione legale nei confronti di chi ci DIFFAMA sostenendo in pubblico che facciamo pubblicità ingannevole.

    “Cordialmente, con ammirazione per la tua indiscussa” competenza giuridica.

    Federico Tirone

    1. Luca

      Carissimo dr. Tirone, evidentemente non ha letto con la dovuta attenzione quanto da me scritto, poiché non ho MAI accusato VOI di alcuna pubblicità ingannevole, essendomi tenuto “sui generis” per sottolineare la disinformazione che viene fatta in ambito soprattutto odontoiatrico da quando, bontà sua, Bersani, nel 2006, diede il suo personale contributo allo sfacelo della professione..
      Semmai ho voluto muovere un appunto al suo stimato collega che, utilizzando una terminologia impropria, rischia di generare un’inopportuna confusione nei pazienti che si rapportano al vostro blog come un luogo di “informazione scientifica”..allora, che si dicano cose esatte, per Dio! Basta coi luoghi comuni, per quelli c’è già Barbara D’Urso!
      Volete scrivere che fate terapie eccellenti? Benissimo, ne sono sicuro.
      Volete scrivere che a prescindere sostituite un lavoro di troppo breve durata? Fatelo, certo non sarete gli unici, ma è una gesto di sensibilità notevole che condivido.
      Però vi invito a riflettere prima di scrivere affermazioni fuorvianti che possano danneggiare non già la concorrenza ma la Professione tutta!
      2 piccoli appunti anche a lei:
      – Se avete così a cuore la condizione patrimoniale dei pazienti, come si evince dalla sua risposta, potreste aprire una ONLUS e curarli gratuitamente.
      – Come ha potuto constatare, ho discreta competenza in materia legale, e le assicuro che non si configura in alcun modo il reato di diffamazione, giusto per avanzarle la spesa della parcella del legale.
      Resto in attesa di vostri futuri “articoli” dal contenuto più correttamente divulgativo, nel rispetto della Deontologia medica..
      Cordiali saluti anche alla sig. ra Rossella per il suo cortese e garbato contributo

  5. Luca

    Carissimo Stefano,
    eccomi di nuovo a sottolineare l’inesattezza, o meglio l’incompletezza, delle informazioni che riporti su questo blog che,a detta tua, ha il compito di formare e fornire “consapevolezza” nel paziente medio.
    Andando con ordine, citiamo intanto NON il codice deontologico, ma il codice civile, in particolare l’articolo 1218, essendo ad esso che ci si rifà in sede di contenzioso. Esso disciplina la responsabilità in caso di inadempimento superando un obsoleto concetto giuridico che distingueva tra obbligazioni di mezzi (il caso dei professionisti, ad esempio i medici) e obbligazioni di risultato.
    Senza entrare troppo nel merito, semplicemente l’onore della prova resta a carico del professionista che deve DIMOSTRARE di aver seguito condotta a regola d’arte là dove MANCANZA di
    – negligenza
    – imperizia
    – imprudenza
    fanno sì che non raggiungere il risultato non configuri di per sè inadempienza.
    Ciò precisato, va da sè che un lavoro INTELLETTUALE come la professione medica non può essere paragonato ad una rivendita di elettrodomestici, pratica purtroppo sempre più diffusa, specie nei centri odontoiatrici in franchising..
    Quindi, come hai giustamente sottolineato, il paziente DEVE avere cura dei lavori eseguiti e sottoporsi a controlli periodici ma NON PERCHÉ DIVERSAMENTE DECADA UNA QUALCHE “GARANZIA” CHE, LO DICE LA GIURISPRUDENZA, DI FATTO NON ESISTE, bensì perché SE tali comportamenti inappropriati venissero DIMOSTRATI dal professionista in sede di contenzioso, il giudice NON potrebbe dare ragione al cliente.
    Il fatto di ripetere gratuitamente una prestazione durata un tempo troppo breve diventa un gesto discrezionale dettato dal buonsenso, non può e non deve diventare oggetto di propaganda pubblicitaria ingannevole. Del resto,vorrei che tu mi spiegassi come faresti a capire se una corona in ceramica fratturata possa imputarsi ad un difetto del manufatto o ad un uso improprio (aprire le bottiglie coi denti,ad esempio).
    Infine, per tornare al pezzo forte del tuo repertorio, l’evasione fiscale, continuo a ribadire che pur essendo un comportamento incivile e soprattutto illegale, non può essere un parametro di professionalità. E, nello specifico, hai scritto l’esatto contrario di ciò che avviene nella realtà giuridica: un professionista evasore che occulti documenti e cartelle che comprovino la sua condotta a regola d’arte, si vedrà SICURAMENTE condannato al risarcimento!!
    Quindi, ancora una volta ti esorto a limitarti a dire quanto siete “bravi, belli e buoni” (ne sono certo) senza dare il tuo personale contributo a generare “malainformazione” in una platea di utenti già sufficientemente allo sbando per colpa di pubblicità ingannevoli.
    In futuro,potrei valutare col mio legale un’azione disciplinare di fronte alla Commissione dell’Ordine.
    Cordialmente, con ammirazione per la tua indiscussa professionalità.
    Luca

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